
Gentucca Bini
Milanese, architetto, e una nonna come Bruna Bini, couturier che in via Montenapoleone, negli anni sessanta, collaborò con nomi del mondo artistico dell'epoca quali Fontana, Baj e Pomodoro. Naturale che l'imprinting educativo ricevuto da Gentucca Bini la conducesse sui lidi della progettazione e della moda.
Il suo lavoro ha incuriosito il mondo della moda mainstream; agli inizi, più di un suo oggetto, dai cappelli ai più svariati accessori, è apparso sulle passerelle di Blumarine, Anna Molinari, Gianfranco Ferrè, Chanel. Durante gli anni trascorsi tra Milano e Parigi, dopo un'esperienza rilevante nell'atelier di Pierre Cardin, diventa assistente di André Léon Talley, una delle menti più importanti del fashion world, suscitando l'interesse di Karl Lagerfeld, che, per la sfilata di Chanel Couture del luglio 1997 a Parigi, presenta i suoi accessori realizzati con pagliette inox, dando inizio a una stretta collaborazione. Parallelamente inizia l'avventura nella creazione di abiti, con un progetto che lasciava libertà al compratore di indossare il vestito o di appenderlo a una parete come oggetto d'arte, e non a caso questa linea è arrivata direttamente agli shops dei più importanti musei del mondo, come il Guggenheim di New York o Palazzo Grassi a Venezia. Inizia qui il percorso progettuale che la porta, nel settembre 2003, a essere inserita per la prima volta, con la propria collezione donna pret à porter P/E 04, nel calendario ufficiale della moda a Milano.Nel Luglio 2004 è invitata a sfilare durante l'Alta Moda a Roma con una collezione "Tributo a Irene Galitzine".
Nell'autunno 2003 apre anche il suo flagship store a Milano. Nel luglio 2006, le viene affidata la direzione artistica della Romeo Gigli, con le collezioni uomo e donna e tutta l'immagine del brand. Il debutto è a gennaio 2007 con la collezione uomo a/i 07/08.
Milanese, architetto, e una nonna come Bruna Bini, couturier che in via Montenapoleone, negli anni sessanta, collaborò con nomi del mondo artistico dell'epoca quali Fontana, Baj e Pomodoro. Naturale che l'imprinting educativo ricevuto da Gentucca Bini la conducesse sui lidi della progettazione e della moda.Il suo lavoro ha incuriosito il mondo della moda mainstream; agli inizi, più di un suo oggetto, dai cappelli ai più svariati accessori, è apparso sulle passerelle di Blumarine, Anna Molinari, Gianfranco Ferrè, Chanel. Durante gli anni trascorsi tra Milano e Parigi, dopo un'esperienza rilevante nell'atelier di Pierre Cardin, diventa assistente di André Léon Talley, una delle menti più importanti del fashion world, suscitando l'interesse di Karl Lagerfeld, che, per la sfilata di Chanel Couture del luglio 1997 a Parigi, presenta i suoi accessori realizzati con pagliette inox, dando inizio a una stretta collaborazione. Parallelamente inizia l'avventura nella creazione di abiti, con un progetto che lasciava libertà al compratore di indossare il vestito o di appenderlo a una parete come oggetto d'arte, e non a caso questa linea è arrivata direttamente agli shops dei più importanti musei del mondo, come il Guggenheim di New York o Palazzo Grassi a Venezia. Inizia qui il percorso progettuale che la porta, nel settembre 2003, a essere inserita per la prima volta, con la propria collezione donna pret à porter P/E 04, nel calendario ufficiale della moda a Milano.Nel Luglio 2004 è invitata a sfilare durante l'Alta Moda a Roma con una collezione "Tributo a Irene Galitzine".
Nell'autunno 2003 apre anche il suo flagship store a Milano. Nel luglio 2006, le viene affidata la direzione artistica della Romeo Gigli, con le collezioni uomo e donna e tutta l'immagine del brand. Il debutto è a gennaio 2007 con la collezione uomo a/i 07/08.
